martedì 1 luglio 2008

2562 - Aerial [Tectonic]


2562 (da pronunciarsi TwentyFive SixtyTwo) è il fenomeno più atteso ed attuale dell’universo dubstep. Amatissimo dalla comunità dei forum nel web grazie ai due splendidi singoli “Kameleon” e “Channel Two”, entrambi presenti nel disco, ospite recente del radioshow ‘xperimental’ di Mary Anne Hobbs su BBC 1, guida delle ultime uscite compilative del genere, prima tra tutte quella Dubstep Allstars che arriva oggi al Volume 6 con Appleblim ai controlli. Fin qui, niente di strano. Due sono però gli elementi di novità che lasciano di stucco e segnano una nuova spinta nel dubstep. Uno: 2562 è al secolo Dave Huismans, olandese, L’Aia. E’ la prima volta che il dubstep trova un leader fuori dai confini britannici, e non è cosa da poco. Due: Huismans non è un purista, un diy che costruisce sul laptop oscure tracce dai bassi profondi e squassati. Huismans incide sotto altri moniker dance elettronica. Techno in primo luogo. Ed è qui che il cerchio si chiude. Come già faceva intravedere il Guerriero Afro Benga, lo sviluppo del dubstep più recente viaggia in direzione dub techno. Tracce costruite con maggiore linearità, suoni sospesi alla maniera dei maestri tedeschi Basic Channel. Qualcosa si intuisce fin dai titoli: “Moog Dub”, “Techno Dread”. Ma, attenzione: niente a che vedere con la ‘computer music’ denigrata da Burial nella sua intervista a Kode9: al contrario di un Boxcutter, la musica di 2562 riesce a far parlare alle macchine un linguaggio emotivo. Tracce come “Morvern” lo dimostrano senz’equivoci.

ORQUESTRA IMPERIAL - Carnaval Sò Ano Que Vem [Ponderosa/ABuzzSupreme]


Si parla da tempo dell’Orquestra Imperial, collettivo brasiliano di 19 (diciannove!) musicisti base promosso fin dal 2002 da alcuni dei migliori giovani produttori carioca. I ‘+2’ (Moreno Veloso, Kassin, Domenico Lancellotti) hanno unito nel progetto personaggi di varia estrazione, da Rodrigo Amarante (dei Los Hermanos) a Thalma De Freitas, modella e attrice prima che vocalist. E della partita sono anche Wilson Des Neves e Berna Ceppas, vecchie glorie musicali, accanto alla stilista e qui vocalist Nina Baker. Con la possibilità di veder salire sul palco ad ogni concerto nuovo inattesi protagonisti.

Il loro successo è dovuto alle esibizioni live, più o meno televisive, ed è questo lo spirito che anima il loro debutto discografico. La splendida “Me Deixa Em Paz”, hit predestinato che apre ‘Carnaval Sò Ano Que Vem’, la dice lunga sulle loro capacità musicali: orchestrazione alla James Bond, ritimica brasileria retrò, cantato suadente. Da qui in poi, allegria brasiliana a 360°, dove l’orchestra interpreta radici, attualità e futuro sotto il segno di samba e bossanova. Psichedelia alla Os Mutantes compresa. Le tracce si susseguono senza preferenza, rispettanto fedelmente l’atmosfera del concerto: “Sem Compromisso”, “Obsessao”, “Erecao”, “Jardim De Allah”, “Era Bom”, “Supermercado Do Amor”). Il tutto arricchito da un pizzico di ironia che non guasta mai: sicuramente “Iara, Iarucha” e probabilmente la cover di “Popcorn” portata in Italia al successo negli anni settanta da Johnny Sax (aka Gianni Bedori). Fenomeno di fenomeni.