giovedì 29 novembre 2007

Vivien Goldman - Laundrette [in "Disco not disco", VV.AA.]

Non amo molto le compilation, per tradizione e scelta. Capita, però, di trovarci cose dimenticate, cose rare, cose belle. “Disco not disco [Post Punk, Electro & Leftfield Classics 1974-1986]”, in uscita prossima, è comunque una bella, bellissima raccolta di artisti new wave dediti a commistioni funk e disco.

James White & The Blacks con l'imprescindibile 'Contort Yourself', Material, Delta V, Liaisons Dangereuses, Maximum Joy, perfino Yellow Magic Orchestra. E, soprattutto, Vivien Goldman.

‘Laundrette’ uscì come singolo, lei giornalista a cantare su una base dub straziata dalla chitarra di Keith Levene con John Lydon poco distante. La vera storia di questa canzone è coperta da fitta nebbia e ne aumenta il fascino. E da sola vale il possesso e l’ascolto dell’intero cd.

mercoledì 28 novembre 2007

Lcd Soundsystem – ’45:33’


Si è parlato molto della tecnica di promozione innovativa utilizzata dai Radiohead per il loro ultimo ‘In Rainbows’, un chiacchiericcio che ha superato i confini degli appassionati di musica e riempito le pagine della stampa di tutto il mondo ed ha finito per sovrastare l’interesse per la musica in sé contenunta nel disco.

In questi giorni è d’attualità anche un altro modo innovativo di intendere l’industria discografica che mi pare altrettanto interessante.

Lo scorso anno la Nike ha commissionato a James Murphy (Lcd Soundsystem e DFA Production) una suite elettronica, intitolata poi ‘45:33’, destinata alla comunità dei runners del sito Nike+ e disponibile solo in forma di download su iTunes.

Un assaggio della suite è anche servito come base per ‘Someone Great’, brano dotato di ottimo video inserito nell’ultimo album di LCD Sounsystem, ‘Sound Of Silver’.

Murphy, però, mica scemo e salvando faccia e portafoglio, ha concesso un’esclusiva limitata nel tempo alla Nike.

E così oggi, un anno dopo il lancio, ’45:33’ è disponibile – unitamente a tre bonus tracks ed un'orribile artwork - in formato cd nei comuni circuiti di vendita.

martedì 27 novembre 2007

News: Jean Michel Jarre - The Complete Oxygene


Nel 1977 Jean Michel Jarre rielaborò in forma elettronica la formula che aveva garantito il successo di Mike Oldfield e di “Tubular Bells”.
Una lunga suite elegante, un tema di facile presa e ripresa, il tutto proposto in una inconsueta forma space sintentica (più Vangelis che Kraftwerk, per intendersi) anticipatrice di tanta musica lounge dell’ultimo decennio.

Siccome è un classico festeggiare discograficamente i decennali, oggi, a 30 anni di distanza dalla sua pubblicazione, “Oxygene” di Jean Michel Jarre diventa un box di tre cd: “The Complete Oxygene”.

Ad “Oxygene” e “Oxygene 7-13”, il sequel del 1997, si affianca così “Re-Oxygene”, un album di remix inediti opera di Apollo 440, Loop Guru, Hani, Tokapi, F. Dado & R. Gallo Salsotto, Takkyu Ishino, Resistance D e Sunday Club.

lunedì 26 novembre 2007

Television. Archivi.

Marquee Moon [Rhino]

Adventure [Rhino]

Live At The Old Waldorf [Rhino Handmade]






E’ tutto nelle bonus tracks l’interesse per le ristampe (curate e, come di consueto, con nuovo booklet) di ‘Marquee Moon’ e ‘Adventure’, i due album epocali dei Television. A rendere imperdibile il primo è soprattutto “Little Johnny Jewel”, pubblicata prima d’ora solo in un rarissimo 7” mono, suddivisa nelle due facciate! Ma un grande valore documentale è da attribuirsi anche alle alternate versions di “See No Evil”, “Friction” e la stessa “Marquee Moon” che con la loro fedeltà agli ‘originali’ confermano, se ce ne fosse bisogno, la maniacale e fredda ‘rigidità’ della musica di Tom Verlaine e dell’attenzione che quest’ultimo mettesse alla modularità del suo estro compositivo e nella ricerca della perfezione stilistica.
Discorso che si ripropone per le versioni di “Ain’t That Nothing” (single e rehersal versions) e “Glory” nella seconda ristampa che contiene anche una stupefacente ‘possibile title track’ “Adventure”: un rockblues uptempo bello ma così fuori dallo stile Television da restare forse giustamente inutilizzato.
A chiudere in bellezza il capitolo Television si aggiunge la pubblicazione da parte della sezione ‘Handmade’ della Rhino (cd limitato a 5000 copie, acquistabile solo via internet) di ‘Live At The Old Waldorf - San Francisco, 6/29/78’. Il cd documenta l’ultimo tour prima dello scioglimento del gruppo, colmando la lacuna del ‘live ufficiale’ della loro discografia. Più breve e meno improvvisativo del famoso ‘bootleg ufficiale’ ‘The Blow Up’ (Roir, 1982), al contrario del suo storico precedente ‘Live At The Old Waldorf’ è di un brillantezza tecnica eccelsa che ci pone nelle condizioni ottimali per godere appieno degli inimitati intrecci chitarristici tra Tom Verlaine ed Richard Lloyd.

(originariamente pubblicato su Rockerilla)

mercoledì 21 novembre 2007

A Certain Ratio. Archivi.

The Graveyard And The Ballroom [SoulJazz]

To Each… [SoulJazz]






In origine pubblicato con scelta commercialmente suicida in poche copie e solo su cassetta (di scarsa qualità, anche) dalla neonata Factory nel 1979, ‘The Graveyard And The Ballroom’ è probabilmente il momento di massima creatività, il punto più alto dell’arte di A Certain Ratio. Oscurato dalla stella Joy Division con cui condividono città (Manchester), label (la Factory) e produttore (Martin Hannett), il gruppo di Simon Topping - indubbiamente debitore di più di un qualcosa a quello di Ian Curtis tanto da sembrarne il clone punkfunk - già in quel momento esprimeva una concezione del ritmo ed un legame ideale con la cultura ‘black’ inusuali ed innovativi, seminali per il Pop Group della diaspora (Rip Rig + Panic, Maximun Joy, Pigbag). Con un lato in studio e l’altro registrato dal vivo all’Electric Ballroom (come suggerisce il titolo), nella riedizione in cd possiamo riascoltare molti di quelli che resteranno ‘classici’ del repertorio A Certain Ratio, da “Do the Do (Casse)” a “Faceless” passando per “ Flight” (sia studio che live), ”All Night Party”, “The Choir” e “The Fox” nella loro interpretazione più vitale ed efficace.

Vitale ed efficace soprattutto se paragonato a ‘To Each…’, considerato comunemente il primo album del gruppo. Registrato nel 1980 a New York sulla scia del successo Usa della loro cover di “Shake Up”, l’album spinge l’accelleratore sul lato improvvisativo fiatistico e percussivo del suono funky del gruppo. Come complicarsi inutilmente la vita. Non mancano momenti ‘forti’, da “Felch” alle già note “Choir” e “The Fox” in un disco che risulta tuttora tra le cose migliori di A Certain Ratio, di lì a poco pronti a lasciarsi alle spalle i migliori propositi per lanciarsi con ‘Sextet’ in una - vana - rincorsa al successo.


(originariamente pubblicato su Rockerilla)

venerdì 16 novembre 2007

Groove Armada - Greatest Hits

La voce del direttore: “… ho qui i due nuovi Groove Armada, che ne dici? Li fai tu?”
Io: “O.k.! Va bene.”

Mi arrivano i cd, apro il cellophane del primo, un Greatest Hits.
Ha uno sticker, lo guardo e rimango perplesso: tra i quattro Hit degli Hits menzionati c’è ‘I see you baby’, o.k., c’è ‘At the river’, c’è….. non c’è ‘My friend’!!!!!!!

Leggo la tracklist e mi tranquillizzo: c'è.
Ma è mai possibile che un brano con un riff così irresistibile e dall'atmosfera così sognante non debba essere considerato uno dei migliori hit da loro stessi ???

giovedì 15 novembre 2007

Kruder e Dorfmeister – The K+D sessions

Casualità. Giro per blog e mi imbatto in un link a youtube, questo.
Un brano che mi fa venire la pelle d’oca, un remix che, raro rarissimo che accada, è superiore all’originale, lo stesso Peter Kruder che anni dopo mi confessa ‘sì, non sempre le cose riescono così bene’.

E’ anche il disco che mi ha portato ad occuparmi di elettronica (intesa nel senso più ampio) negli anni successivi e fino ad oggi. Questo è quello che ne scrissi su una webzine che non esiste più così com’era, chiamata DADAscanner.





“La sensazione di essere in orbita su di una silenziosa astronave, dove i suoni provenienti dalla terra giungono dilatati ma chiari, uno dopo l'altro in successione panoramica, senza soluzione di continuità. Questo lo stile Kruder & Dorfmeister, raffinatezza, precisione, distacco.
Superata questa prima sensazione, prende corpo una seconda chiave interpretativa che 'potrebbe', in un voluto involontario, ispirare i due stilisti del remix. Isolare dal contesto di provenienza la composizione musicale ed inglobarla fino a fonderla in ciò che la circonda. L'idea ha origini classiche, Erik Satie per primo teorizzava il concetto di una musica che si unisse al suono delle posate durante il pranzo. In ambito moderno l'Idea è stata ripresa e divulgata dal capostipite dei non-musicisti, quel Brian Eno che per primo utilizzò l'oggi inflazionato (e svuotato di significato) termine di Ambient Music. Con lui alcuni musicisti tedeschi, Moebius e Roedelius (ovvero, Cluster).
Ora, Kruder & Dorfmeister portano agli estremi questa teoria, dove il campionamento - che in Brian Eno con i Cluster era semplice loop - è reinterpretazione di un brano compiuto in una chiave completamente nuova. E non è casuale che la matrice mittel-europea sia comune a Kruder & Dorfmeister, austriaci di Vienna. Le poche notizie che circolano su di loro hanno favorito la mitizzazione del duo, ma questo non è che un particolare. Così come la loro appartenenza al mondo trip-hop, o la influenza nei loro remixes dell'acid jazz. Come ancora perdersi a disquisire su gli artisti ed i brani che il duo ha 'carpito' finendo per appropriarsene.
La realtà è questo doppio cd, che invoglia all'ascolto in qualsiasi condizione uno si trovi ed in qualsiasi affare stia per impegnarsi, dal più banale al più complesso. Una piccola magia di gusto e tecnologia, dove dei due termini il secondo è completamente asservito al primo.”