To Each… [SoulJazz]

In origine pubblicato con scelta commercialmente suicida in poche copie e solo su cassetta (di scarsa qualità, anche) dalla neonata Factory nel 1979, ‘The Graveyard And The Ballroom’ è probabilmente il momento di massima creatività, il punto più alto dell’arte di A Certain Ratio. Oscurato dalla stella Joy Division con cui condividono città (Manchester), label (la Factory) e produttore (Martin Hannett), il gruppo di Simon Topping - indubbiamente debitore di più di un qualcosa a quello di Ian Curtis tanto da sembrarne il clone punkfunk - già in quel momento esprimeva una concezione del ritmo ed un legame ideale con la cultura ‘black’ inusuali ed innovativi, seminali per il Pop Group della diaspora (Rip Rig + Panic, Maximun Joy, Pigbag). Con un lato in studio e l’altro registrato dal vivo all’Electric Ballroom (come suggerisce il titolo), nella riedizione in cd possiamo riascoltare molti di quelli che resteranno ‘classici’ del repertorio A Certain Ratio, da “Do the Do (Casse)” a “Faceless” passando per “ Flight” (sia studio che live), ”All Night Party”, “The Choir” e “The Fox” nella loro interpretazione più vitale ed efficace.
Vitale ed efficace soprattutto se paragonato a ‘To Each…’, considerato comunemente il primo album del gruppo. Registrato nel 1980 a New York sulla scia del successo Usa della loro cover di “Shake Up”, l’album spinge l’accelleratore sul lato improvvisativo fiatistico e percussivo del suono funky del gruppo. Come complicarsi inutilmente la vita. Non mancano momenti ‘forti’, da “Felch” alle già note “Choir” e “The Fox” in un disco che risulta tuttora tra le cose migliori di A Certain Ratio, di lì a poco pronti a lasciarsi alle spalle i migliori propositi per lanciarsi con ‘Sextet’ in una - vana - rincorsa al successo.
(originariamente pubblicato su Rockerilla)
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