When Horses Die… [MaxErnst/Audioglobe]
Il Brinkmann che non ti aspetti. Ultimamente entrato in un circolo vizioso, Thomas lo spezza proponendo un disco di canzoni. Elettroniche, malate, atmosferiche, classiche.
Che sia innamorato? Tba.
Cose alla Velvet Underground (“Birth & Death”), alla Suicide (“Words” e “2suns”), alla Waits (“Meadow”), alla Nick Cave (“It’s just”), forse alla Johnny Cash (“Souls” e la fantastica “When Horses Die…”). Basi eleganti su cui la sua voce bassa e profonda (raramente udita in passato, a memoria d’uomo) si poggia lenta e suadente. Un azzardo. Piacerà più a chi mai l’ha conosciuto in passato. Piacerà a chi si era ormai stufato delle sue sperimentazioni di retroguardia. Deluderà chi lo ha eletto a mito o ne ha subito l’elezione a mito senza mai averlo amato.
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