Confesso di non averlo mai conosciuto prima d’ora. Un breve giro nel world wide web è bastato a dirmi che il Nostro è titolare di un album datato 2007, Folías, e purtroppo tocca fermarmi qui perchè la maggior parte delle notizie raccolte dal sottoscritto parlano una lingua, il portoghese, che di certo non mastico tutti i giorni.
Si fa chiamare El Guincho ma all’anagrafe risponde Pablo Díaz-Reixa, il nome su cui puntare se si predilige un range sonoro tropicalista tra Tom Zé e Os Mutantes. Il sangue che gli scorre nelle vene però non è sudamericano ma europeo, dalla terra che insieme al Portogallo può considerarsi la più latina del vecchio continente, ovvero la Spagna.
Alegranza è quello che potevano essere gli Animal Collective se non si fossero incaponiti nel pop insipido delle ultime prove, è il disco che David Byrne avrebbe prodotto (anzi, dato che ci siamo consigliamo El Guincho per la sua Luaka Bop) se si fosse dato alla mpb (musica popular brasileira) all’età dei 20. Una festa che sa di estate anticipata (Antillas), una baraonda di strumenti che si sovrappongono secondo dettami spector-iani e indole naif (Kalise, Fata Morgana) risolta poi in singolari versioni verde-oro dell’Outkast di Hey Ya! (Palmitos Park) e pop “mutanti” (Cuando Maravilla Fui).
Si fa chiamare El Guincho ma all’anagrafe risponde Pablo Díaz-Reixa, il nome su cui puntare se si predilige un range sonoro tropicalista tra Tom Zé e Os Mutantes. Il sangue che gli scorre nelle vene però non è sudamericano ma europeo, dalla terra che insieme al Portogallo può considerarsi la più latina del vecchio continente, ovvero la Spagna.
Alegranza è quello che potevano essere gli Animal Collective se non si fossero incaponiti nel pop insipido delle ultime prove, è il disco che David Byrne avrebbe prodotto (anzi, dato che ci siamo consigliamo El Guincho per la sua Luaka Bop) se si fosse dato alla mpb (musica popular brasileira) all’età dei 20. Una festa che sa di estate anticipata (Antillas), una baraonda di strumenti che si sovrappongono secondo dettami spector-iani e indole naif (Kalise, Fata Morgana) risolta poi in singolari versioni verde-oro dell’Outkast di Hey Ya! (Palmitos Park) e pop “mutanti” (Cuando Maravilla Fui).
Subito dopo queste righe apprendo, sempre dal web, che oltre al debutto di cui sopra Pablo Díaz è anche titolare di un progetto denominato Coconot e di un disco dal titolo che suona come iniziazione: Novo Tropicalismo Errado.
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